Ricette

sabato 14 giugno 2014

E' tornato il tempo delle ciliegie... affrettarsi, sono effimere





Ciliegie o ciliege? Tutt'e due, secondo il dizionario. E però  una "i" in più o in meno è in grado di creare partiti (o patiti) e schieramenti: armati solo di penna e dizionario, per fortuna.  Io prediligo la   versione "ciliege", più svelta, più moderna. Il che, già lo so, solleverà un'ondata di critiche. Che, tuttavia, non mi troverà impreparata. Infatti, porto a conforto della mia scelta, un' importante scrittrice, Oriana Fallaci. Il titolo del suo ultimo libro è inequivocabile:  "Un cappello pieno di ciliege" (e si trattatava del cappellino di una "antica" zia). Comunque, temo fortemente che l'abitudine farà sì che io continui a scrivere "ciliegie".




Ciliegia, frutto belllissimo, effimero quanto la bellezza. In Giappone la fioritura dei ciliegi ha un rilievo nazionale, tanto da essere monitorata e annunciata dal servizio metereologico. E quando fioriscono, questi ciliegi, i giapponesi si riuniscono e organizzano picnic sotto gli alberi. I fiori si chiamani "sakura", l'usanza di ammirarli "hanami": tale usanza è stata importata dalla Cina,  all'incirca nell'VIII secolo, dove, però, si ammiravano e si ammirano i fiori dei prugni.
Inizialmente l'hanami fu usanza riservata alla sola corte imperiale di Kyoto poi, pian piano, si diffuse per investire l'intera popolazione.
Per la festa dei ciliegi i giapponesi preparano il "sakura-mochi", un dolce di riso avvolto da una foglia di sakura; i dango, polpettine di riso dolci; il sakura-yu, tè preparato con l'infuso difiori di sakura.





Ciliegia, frutto prezioso per la salute. Depurativo, antinfiammatorio, adatto anche ai diabetici in quanto contiene levulosio, zucchero consentito.



Ricette


Clafoutis alle ciliegie







Questo dolce è originario del Limousin, piccola regione della Francia centrale: in tutto poco più di 700mila abitanti per una superficie di 17mila km2, il che significa che è la seconda regione meno popolata di Francia, dopo la Corsica. 

Nonostante il suo “formato” lillipuziano, il Limousin può alzare, orgoglioso, varî  vessilli: la capitale Limoges, come dire porcellane preziose, conosciute in tutto il mondo,  con quasi 250 anni di storia; la cittadina di Rochechouart, dove 201 milioni di anni fa (!)  si era schiantato un meteorite formando il 38° più grande cratere terrestre (oggi scomparso); l’aver dato i natali a Pierre-Auguste Renoir, uno dei massimi pittori dell’Impressionismo; e anche a Marie François  Sadi Carnot, uomo politico e Presidente della Repubblica di Francia dal 1887 al 24 giugno 1894 quando, a Lione, mentre era al massimo della popolarità,  venne accoltellato a morte da un anarchico italiano,  Sante Caserio.


E da ultimo, ma non ultimo (anzi), il clafoutis,  un dolce tanto semplice quanto amato, sempre sorprendente per la sua versatilità. Infatti, può essere confezionato con altri frutti rossi o frutta diversa: in tali casi, però,  si chiamerà “flaugnarde”. Non solo. Esiste anche la formula salata, con verdure, soprattutto pomodorini.  Ma il vero, unico, “clafoutis” è alle ciliegie: era infatti preparato per i braccianti impegnati nella mietitura del grano, che avveniva contemporaneamente alla maturazione e raccolta delle ciliege, i bigarreaux neri, dolci, succosi.

Il clafoutis alle ciliegie è normalmente tema di belle discussioni e vivaci contrapposizioni, per via del nocciolo.  Perché, i “puristi”, coloro che rispettano rigorosamente le tradizioni,  preparano questo dessert  con le ciliegie integre, cioè con nocciolo e picciolo, perché, così facendo, il sapore ne risulterebbe esaltato,  andando a pervadere la crema.   Non solo: la snocciolatura farebbe disperdere parte del succo a danno della morbidezza del frutto. Naturalmente c’è chi sostiene che la differenza nel gusto finale non esiste e, se esistesse, sarebbe assolutamente impercettibile. Le due scuole di pensiero entrano in (benevola) collisione.

Qui ne proponiamo sia la versione classica sia una versione più ricca, elaborata dallo chef Bernard. E però, poiché la cucina è l’arte del creare, nulla vieta che tra le due avvenga una “contaminazione”, che darebbe luogo a una terza possibilità…

Attenzione: per avere un clafoutis eccellente è comunque indispensabile utilizzare le ciliegie duracine nere, come nascono a Vignola.





Versione 1 – ovvero della tradizione

 




Ciliegie 500 g – zucchero 100 g - farina 100 g  - uova 3- latte intero ¼ - burro per la tortiera – sale un pizzico


Lavare e asciugare bene le ciliegie. Imburrare una tortiera (ottimi sia porcellana sia pyrex) e coprirne il fondo con le ciliegie, cercando di lasciare il picciolo visibile. In una terrina mescolare bene uova e zucchero, aggiungere la farina e il pizzico di sale, diluire con il latte versato a filo, facendo ben attenzione a non lasciare grumi: la massa deve essere perfettamente liscia. Versare la preparazione sulle ciliegie e infornare in forno già caldo a 200°C per circa 40 minuti. Servire tiepido o freddo.





Versione 2 – Chef Bernard

 

Ciliegie denocciolate e senza picciolo 600 g – uova grosse 2 – panna liquida intera 350 ml  - polvere di mandorle 50 g – maizena 90 g – zucchero a velo 125 g – vaniglia in polvere, una punta di coltello  - burro fuso 25 g + 25 g per imburrare la tortiera



Per la preparazione procedere come sopra, aggiungendo il burro fuso (ma non caldo) alla fine della lavorazione. Porre in forno preriscaldato a 200°C per circa 40 minuti.






Nota: Per denocciolare le ciliegie sarebbe utile avere il denocciolatore, anche per non rovinare i frutti. Il costo è basso dai 3 euro per quelli più semplici ai 20/25 euro per quelli un po' più evoluti.


La versione 1, della tradizione, prevede l’uso di farina di grano tenero: nel caso doveste servire il dessert a chi sia intollerante al glutine, usate una farina consentita (senza glutine) oppure la maizena come fa lo Chef Bernard.

La vaniglia in polvere può essere sostituita da qualche goccia di estratto: l’importante è che sia della varietà Bourbon, cioè la migliore per aroma e sapore.

Il clafoutis può anche essere presentato in contenitori individuali (purché adatti al forno).





Crumble alle ciliegie






Ciliegie denocciolate 500 g – zucchero semolato 200 g – farina 120 g – burro 100 g – cannella in polvere 1 cucchiaino da caffé

Preriscaldare il forno a 200°C.  Lavare, asciugare e denocciolare le ciliegie quindi disporle in una teglia da forno, ricoprirle con 120 g di zucchero, mescolare e livellarle. In una terrina unire lo zucchero restante e la farina, quindi aggiungere il burro freddo tagliato a pezzettini e lavorare il tutto rapidamente con la punta delle dita  fino ad ottenere una pasta a grumi… “disintegrata”…. “sabbiosa”…  Con questa coprire le ciliegie e cuocere in forno  per circa 45 minuti,  controllando che il crumble abbia formato una crosticina dorata.





Nota – Anche il crumble può essere servito in ciotoline  singole. La farina può essere sostituita in tutto o in parte con polvere di mandorle.  Le mandorle a lamelle possono essere aggiunte alla preparazione (sconsigliate se ci sono bambini che normalmente non gradiscono... intrusi”.






Torta alle ciliegie e cioccolato





Ciliegie denocciolate 500 g – cioccolato fondente (70%) in tavoletta 200 g -  burro 180 g – uova grosse 4 – farina 180 g -  lievito 1 bustina (16 g) – zucchero semolato 150 g + 50 g zucchero a velo – estratto di vaniglia 1 cucchiaino da caffè



Preriscaldare il forno a 180°C.  Imburrare e infarinare una tortiera da 26 cm. Lavare, asciugare e denocciolare le ciliegie. Rompere le uova, separando il tuorlo dall’albume.  Ai bianchi unire lo zucchero a velo e montare a neve ben soda, con un frustino a mano o elettrico. In un pentolino, su fiamma bassa bassa, far fondere il cioccolato e il burro, ridotti a pezzetti, mescolando accuratamente.  A fusione completa, toglliuere dal fuoco e lasciar intiepidire. Intanto, lavorare i tuorli e lo zucchero fino ad ottenere una crema quasi bianca. Unire le ciliegie – tenendone da parte una decina per decorare-, mescolare. Quindi aggiungere farina e lievito setacciati, sempre mescolando. Con delicatezza aggiungere a cucchiaiate i bianchi montati a neve, con un movimento rotatorio dal basso verso l’alto (per non smontarli). Versare la massa nella tortiera,  lasciare che si livelli (magari aiutandosi con qualche colpetto) distribuire in superficie le ciliegie rimaste.



Nota: Se la torta è solamente per adulti, potete aromatizzare l’impasto con un poco di Rhum. Per quanto riguarda la tortiera, potete provare la forma quadrata, molto gradevole alla vista e comoda per  il taglio.

Come indicato per le altre ricette, in caso di celiachia, la farina di grano tenero deve essere sostituita con farina deglutinata  o farina di mandorle.







Bloc notes


Nel  post  monografico dedicato alle farine (19.03.2014), avevamo segnalato l’assenza di informazioni sufficienti al consumatore per la scelta del  prodotto giusto per una data preparazione. In particolare, l’assenza totale di indicazioni sulla forza della farina stessa.

Con grande piacere ora registriamo che la società Garofalo ha messo in commercio confezioni di farina che ne evidenziano sia la Forza sia le informazioni nutrizionali.



NB. – Tutte le notizie – anche riguardanti aziende - riportate in questo Blog sono rigorosamente frutto delle scelte di PePa. Eventuale pubblicità non sarà mai mascherata.





Ringraziamenti a











Nessun commento:

Posta un commento